Esiste l’amicizia a tre?

Tutte hanno una loro migliore amica con cui ci si scambia i vestiti, con cui condividere i segreti più intimi. Quel tipo di amicizia alla quale basta un solo sguardo per capirsi, anche senza parlare, perché è un modello di amicizia a due molto particolare. Il problema si pone quando, nel rapporto di amicizia, si introduce una terza persona, il cosiddetto terzo incomodo. Come trasformare una solida amicizia a due, in una salutare amicizia a tre?

La riuscita di un’amicizia a tre dipende dalla predisposizione, dal carattere, dalle aspettative di ciascun vertice di questo triangolo. Se siamo noi a introdurre la terza amica, bisogna prepararsi all’eventuale e inevitabile gelosia dell’amica. Bisogna capirla, perché prima il rapporto era esclusivo, ora lo si deve condividere con un’altra persona e, nel caso che sia la nostra migliore amica a portare il “terzo incomodo” e ad aver portato il rapporto al grado di amicizia a tre, è normale. Il segreto è cercare di conoscere e far conoscere la persona nuova, al fine di ristabilire l’armonia. Non bisogna riprodurre il modello di amicizia a due, perché sarebbe fallimentare, ma creando un modello di amicizia a tre più aperto: scegliere magari un rituale da fare insieme, come andare a prendere un caffè in un bar, poi andare per negozi, mentre ci si scambiano le proprie confidenze.

amicizia a tre

 

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