L’importanza di avere un metodo di studio

Come costruire un metodo di studio? Studiare non inizia e termina con la scuola dell’obbligo o con il liceo e l’università, ma è qualcosa che ci accompagna per tutta la vita, per molti di noi.

Studiare significa arricchire la propria mente e il proprio bagaglio culturale, come anche il proprio vocabolario. Per quanto bello possa essere, molti non ne capiscono l’importanza quando sono adolescenti o ragazzi, e trovano questa attività poco divertente.

Anche quando la materia di studio risulta più affine, al pensiero che si è costretti a studiarla, la fa avvertire come un peso intollerabile.

Spesso si studia tanto senza ottenere i risultati sperati e questo problema può dipendere da un metodo di studio poco produttivo. Vediamo allora come migliorare il nostro metodo di studio.

Imparare a studiare è possibile. Il tempo è un elemento indispensabile. Bisogna dedicare del tempo ragionevole allo studio, per leggere ed imparare, fare gli esercizi e mettere in pratica le tecniche di base.

Acquisire un metodo di studio è essenziale per ottenere dei buoni risultati nel percorso formativo, dalla scuola all’università, ai corsi di formazione successivi.

“Lifelong Learning”, un termine attuale, sta ad indicare la caratteristica dei percorsi di studio odierni, che continuano per tutta la vita perché oggi più che mai è richiesto un continuo aggiornamento anche nel mondo del lavoro.

Imparare a studiare è un ottimo investimento per il proprio futuro, quindi trovare un buon metodo è fondamentale.

Come si ottiene un buon metodo di studio?

educare allo studioUn buon metodo di studio permette di ottenere risultati soddisfacenti e duraturi, di comprendere i concetti, acquisire autonomia nei ragionamenti, capire il senso profondo di un testo, nel minor tempo possibile.

Ogni materia va approcciata in modo diverso, ma alcune tecniche di studio sono universalmente valide e possono essere riprodotte in ogni ambito.

Per prima cosa, bisogna leggere. L’argomento di studio, qualunque esso sia, va approcciato con cura e dedizione.
Una prima lettura è necessaria per individuare i punti focali del discorso. In questa fase si può già iniziare a sottolineare con matite ed evidenziatori le frasi o i periodi che riteniamo più utili.

La seconda lettura verrà guidata proprio dalle parti che avremo evidenziato; sarà quindi una lettura più sintetica ed orientata all’acquisizione anche attraverso la memoria visiva.

Svolta anche questa seconda lettura, si passa a ripetere ad alta voce o a mente, quanto si è letto. Può essere utile riassumere o schematizzare l’argomento di studio con delle frasi chiave e brevi.

Il passo successivo richiede invece di approfondire i concetti più importanti o quelli che non riusciamo a capire e che possiamo approfondire attraverso delle ricerche in rete, con letture di articoli o consultazioni di immagini, file video o audio.

Sarà bene studiare una materia alla volta. Se abbiamo dei dubbi, possiamo appuntarli su un foglio e approfondirli o chiederne spiegazione.

Qualsiasi materia si stia studiando la prima lettura è utile per avere un’idea di massima, una prima impressione dell’argomento.

La seconda lettura serva ad approfondire andando nel dettaglio. Non c’è da preoccuparsi se non si comprende tutto, proseguiamo e poi torniamo in seguito sui punti oscuri.

Ognuno ha il proprio metodo di studio, tuttavia la tecnica di sottolineare è una buona tecnica per concentrarci su quello che leggiamo.

Nella seconda lettura, che dovrà essere più approfondita e attenta, e che ha come obiettivo un sunto dei concetti chiave, di quelli più importanti, è utile evidenziare le parole chiave del testo o da ritrovare subito quando poi si ripeterò la lezione, o per creare un punto di riferimento mentale.

E’ bene ripetere a voce alta i concetti appresi, dapprima singolarmente, poi facendo una ripetizione finale, generale, per dare coerenza al testo. C’è chi preferisce fare dei riassunti invece di ripetere, quindi scrivere piuttosto che ripetere oralmente.

Certamente può essere un metodo anche questo, ma parlare ad alta voce aiuta anche a prendere dimestichezza con la parola, l’espressione orale, con la capacità di sintetizzare verbalmente i concetti imparati.

È bene concedersi delle pause di qualche minuto durante lo studio per riposare occhi e cervello. Non dovrebbero essere però pause troppo lunghe, per non perdere il ritmo.

Molti studi indicano che la giusta pausa è di circa 10-15 minuti ogni ora di studio, per staccare un tempo sufficiente e poi riprendere il filo, più riposati e freschi.

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